Perchè / Why

tommasoCarmassi DSC5638... perchè devo muovere le mani, e non mi basta colorare, ma devo toccare, manipolare, disporre, ... e poi premere per l’incollaggio, ma anche trattare con delicatezza stoffe, pizzi e carta. Questo richiede mani che vogliano e sappiano confrontarsi con la materia; le mie composizioni sono esperienza di contatto consapevole con la materia.

…because I must move my hands, and it’s not enough to paint, I must touch, handle, compose… and then press to paste, but also softly handle fabrics, laces and paper. This requires hands willing and open to a confrontation with matter. My works are living experience of conscious contact with matter.

 

... perchè amo comporre, più che dipindere, oso affidarmi alla guida del gesto e dello sguardo. Le mani dettano ed io seguo il loro movimento. Inizialmente il lavoro è tutto loro: tra materiali e sensazioni tattili delle mani si stabilisce un rapporto intimo. Poi, entra in gioco lo sguardo che sceglie. Alla fine, arriva la mente. La forma genera il pensiero: il concetto nasce dall’ascolto della forma che a sua volta è nata dall’ascolto dell’istinto delle mani in relazione con la materia

... perchè la creazione è una forma di ascolto profondo e allora non posso progettare. Rinunciare ad una progettualità aprioristica significa riconoscere ed affermare il significato ed il senso di ciò che si realizza: ogni opera è un essere con una sua intenzionalità, vuole dire qualcosa senza dire, una forma-pensiero che si manifesta e si dispiega nella materia, oltre me.

... perchè ho bisogno di far incontrare, di mettere a confronto materiali diversi. Ricerca di armonia tramite contrasto, tramite conflitto: la convivenza di diversi è la vita stessa, fuori e dentro di noi.
Funzione auto-terapeutica dell’arte, permetterci di apprezzare, gustare vicinanze e relazioni interessanti.

... perchè riutilizzare materiali che hanno già una loro storia – al di là del semplice riciclo – e farlo collocandoli in un nuovo ambito significante è un atto di profondo riconoscimento e gratitudine: verso il femminile, verso l’umile, verso quel passato che permette nuovi futuri...


…because I love composing more than painting, I dare to trust the guidance of gesture and gaze. Hands lead, and I follow their movement. In the beginning the work is wholly theirs, an intimate relationship comes out between hands and materials: then gaze arrives, which chooses. Eventually, the mind. Form produces thought: the concept comes from listening form, which in turn is born from listening to the hands’ instinct towards matter.

…because creation is a form of deep listening, therefore I can’t plan. Giving up any planning in advance means to recognize and affirm the meaning of what you are doing: every work is a being owning its own intentionality, it wants to say something without saying it, a thought-form revealing and unfolding itself in matter, quite beyond myself.

…because I need to make disparate materials meet and juxtapose. It’s about a research of harmony through conflict, contrast: the coexistence of the differences is life itself, inside and outside us.
It’s about the self-therapeutic function of art, the possibility of appreciating, tasting interesting relations and coming-together.

…because, beyond the very recycling, reusing materials with their own story, and putting them in a new meaningful environment is an act of profound honoring and gratitude: towards the feminine, towards the humble, towards that past which permits new futures…