Il lavoro delle mani, l’antico mestiere delle donne

Artista eclettica, Paola Marinelli trova stimoli e movimento creativo nelle varie in discipline, artistiche e non, che approfondisce parallelamente al suo lavoro. Il suo percorso le ha permesso di sviluppare negli anni una sorta di formazione olistica, portandola oggi a svolgere una ricerca creativa interdisciplinare e poliedrica.

Figlia del pittore Renzo Marinelli, Paola è cresciuta in un ambiente ricco di stimoli artistico - culturali che le ha fornito una educazione intrinseca e quindi favorito lo sviluppo di uno sguardo attento all’estetica pittorica. Laureata in architettura, ha lavorato come progettista per oltre 30 anni, facendo di giustapposizione, ricerca di armonie non scontate, capacità di ricostruire e reinventare, il motore del suo lavoro; esperienza fertilizzante per il suo futuro lavoro artistico, trovandosi in continuo contatto con materiali diversi, con sguardi, con aspettative, gusti da accordare, armonie da ricreare... La capacità di dar vita a qualcosa di nuovo, la continua sfida a guardare oltre la materia di oggi per scorgere i segni di quella di domani, è il movimento che ancora oggi troviamo nella ricerca espressiva di Paola Marinelli.

Negli anni di lavoro tra tavoli da disegno e cantieri ha sviluppato una capacità immaginativa fatta di geometrie e colori che in seguito ha trovato coerente modalità espressiva nella sua fotografia pittorica, contemplativa, in cui il quotidiano, trasfigurato dallo sguardo compositivo, rivela una sua propria componente artistica, mostrandosi altro. In questo senso la fotografia è stata per Paola Marinelli un passaggio fondamentale nella ricerca creativa grazie al quale l’artista si è riconosciuta tale, in quanto capace di “consentire a ciò che è nascosto di mostrarsi”. Come fotografa sono quindi le prime mostre e i primi riconoscimenti, a partire dal 2007.

Ma l’elemento, forse ereditario, della necessità di matericità e di quello che chiama “bisogno di muovere le mani” l’ha in seguito portata a dedicarsi pienamente alla composizione di quadri fortemente materici, realizzati utilizzando materiali disparati, come la carta, il legno, l’alluminio, le stoffe, i pizzi... Dichiara con convinzione che sono spesso i materiali stessi, il gesto delle mani, a produrre il generarsi dell’opera, che viene composta come un seguire una sorta di piano nascosto, di fatto una necessità interiore più vasta di lei stessa.

La Psicosintesi, pratica di consapevolezza ed autorealizzazione fondata da Roberto Assagioli, rappresenta un ulteriore elemento compositivo del suo paesaggio interiore e del suo senso di necessità: l’approfondimento degli aspetti più intimi dell’essere umano, le dinamiche psichiche, gli aneliti spirituali, la muovono verso un sentire alto ed una visione del mondo materiale come rappresentazione di movimenti animico-spirituali, il cui disvelamento è affidato all’arte.

Altro elemento è la danza, in cui l’aspetto coreutico musicale, l’espressività del corpo umano, diventano stimolo e si concretizzano in opere che connettono il movimento, anche fisico, della creazione artistica ai diversi ritmi del fluire delle forme. Il movimento diventa espressione dell’impermanenza sottostante la realtà visibile. I materiali utilizzati, anche in aperto contrasto tra loro, permettono alle opere di illuminarsi e cambiare a seconda del punto di vista dell’osservatore.

Per Paola Marinelli l’arte non ha significato se non incide, nei suoi propri modi, nella realtà della vita quotidiana: dalla tensione verso un’arte compartecipata, come esigenza di una società elevata, nasce l’ideazione delle “art experiences”, racconti a braccio ispirati dalle opere d’arte visiva. L’oralità, sentita come immediatezza e condivisione, genera spazi, fisici e temporali, dove sia possibile incontrarsi, nel senso proprio di incontrare se stessi e gli altri. L’incontro con l’Altro di fronte all’opera d’arte rispecchia ed è favorito dalla convivenza inconsueta di materiali ritenuti comunemente incongrui. E’ un proseguire l’opera d’arte da parte di coloro che sono visti e si vivono normalmente come utenti passivi della creazione artistica.

Nella medesima logica, e come completamento di un processo artistico aperto, rientra la realizzazione di Arte In Cortile: giornate di mostra condivise con artisti e non nel cortile dove si trova il suo studio, all’ Appio Latino di Roma. Qui si va nella direzione dell’arte come evento e di evento come arte, in cui l’occasione conviviale è di qualità, stimola incontro, dialogo e confronto, compone intrecci inediti di elementi umani, spazi cittadini, natura e creazioni artistiche. 

Infine, la partecipazione al Movimento di Transition Town e il conseguente impegno quotidiano verso una decrescita felice, che solo attraverso una cultura creativa può veramente realizzarsi, completano (per ora) il quadro della formazione artistica di Paola Marinelli.

Dafne Crocella, Roma marzo 2016