“Lavoro con l’alluminio da diversi anni e mi sono lasciata conquistare dalla sua duttilità e arrendevolezza. Dipingendolo non perde la sua intrinseca lucentezza, si lascia impregnare di colore restituendolo allo sguardo illuminato da un bagliore intrinseco. In questo modo le opere diventano vive rispondendo ai richiami della luce, e a seconda del luogo dove vengono esposte e della luce del giorno, rimandano bagliori diversi, quasi in intima conversazione con gli stimoli di colori e luci che le circondano. Questo è il modo particolaredi questo materiale di dialogare con la luce: un rapporto intimo, quasi segreto, esaltante, che però anche si svela all’osservatore attento, portando consapevolezza verso ciò che sfugge allo sguardo distratto.

E’ un metallo che non ha la durezza e la freddezza tipiche dei metalli. Non è asettico ma permeabile, si lascia contattare: si può stabilire un dialogo con l’alluminio, leggendo tra le sue pieghe. Sa ascoltare i movimenti delle mie mani, sa assecondare le forme di altri materiali, come pizzi, merletti, sabbie, senza spezzarsi, senza perdere se stess. In più, sa esaltare l’altro, una qualità generosa.

Nel mio lavoro metto in atto dei cambiamenti di “destinazioni d’uso”: da un uso utilitaristico a un uso estetico. Così i fogli di carta di alluminio per uso alimentare, rigorosamente riciclati, diventano lo sfondo delle mie opere: una base ricca di piccole imperfezioni, bolle d’aria, giunzioni, piccole pieghe… la lastra su cui lavoro non è mai una superficie compatta, la costruisco e assecondo le sue imperfezioni e i suoi movimenti, spesso cercandoli per esaltarli. Le imperfezioni diventano così occasione estetica e vengono messe in risalto con la pittura. Le basi sono colorate con acrilico o olio per avere effetti diversi. La vernice è diretta e orientata anche lasciandola scivolare sull’alluminio inclinando la tavola. La tecnica è molto libera,sto perennemente ricercando. Ad esempio, stendo prima l’olio e poi l’acrilico, che disaggrega il colore e permette la nascita di effetti cromatici inaspettati.”